Il paraverbo. L'interiezione come sottoclasse del verbo

Il paraverbo. L'interiezione come sottoclasse del verbo

Partendo dalla revisione del concetto e della definizione tradizionali di interiezione, questo saggio perviene all'ipotesi dell'esistenza di una classe naturale, il paraverbo, che accoglie e descrive adeguatamente non solo le interiezioni, ma anche altre categorie (profrase, locuzione di comando, locuzione pragmatica, proverbio) ed alcuni lessemi tradizionalmente assegnati, in modo insoddisfacente, ad una o più altre classi di parole (avverbio, aggettivo, congiunzione, preposizione, sostantivo). La nuova categoria mostra importanti analogie con il verbo e si ipotizza che ne costituisca una sottoclasse. Il paraverbo, infatti, ha la stessa semantica e la stessa distribuzione del verbo, ma, a causa di specifiche proprietà di selezione e proiezione lessicale, è incompatibile con la negazione e la subordinazione e non può combinarsi con affissi flessivi temporali e personali. Caratteristiche analoghe esibisce anche l'imperativo, che, pertanto, potrebbe essere considerato come un tipo particolare di paraverbo. L'introduzione del paraverbo all'interno del sistema delle parti del discorso ha l'effetto di conferire una maggiore potenza descrittiva all'intero sistema, rendendolo al contempo più economico, con notevoli vantaggi per le descrizioni lessicografiche e sintattiche. La prefazione è a cura di Luigi Rizzi.